Tomasco (Rsu): “De Luca pensa solo all’Agro: la sanita’ a sud di Salerno è di serie B”

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Il presidente della Giunta regionale campana inaugura due nuovi reparti ospedalieri a Nocera e rilancia la sanita’, tra attivita’ cronoprogrammate e investimenti: discorso che non è andato giù a Biagio Tomasco, delegato Rsu dell’Asl Salerno, che in una lunga e dettagliata lettera, indirizzata proprio a Vincenzo De Luca,  parla di netta differenza tra l’Agro nocerino e l’area a sud di Salerno, quest’ultima considerata di serie B.

“Dopo aver ascoltato le  sue dichiarazioni a margine dell’inaugurazione dei nuovi reparti dell’ospedale Umberto I di Nocera, sono rimasto estremamente basito”, esordisce e sottolinea i passaggi clou del discorso di De Luca: “Tra i punti salienti delle Sue richiamate dichiarazioni, troviamo la pubblicazione della gara per la ricostruzione del Ruggi d’Aragona; la ventilata possibilità di istituzione di un nuovo DEA di II livello nell’Agro nocerino –sarnese; il potenziamento del Polo Oncologico nell’ospedale di Pagani con investimenti per 23 milioni di euro; l’investimento di 450 milioni di € per la viabilità dell’Agro nocerino – sarnese; l’arrivo di 120 infermieri (nell’agro nocerino – sarnese, si spera un lapsus) ed un numero imprecisato di medici ed altre figure professionali a fronte di una perdita secca di 13500 unità lavorative in Sanità; la volontà di concentrarsi sui LEA con l’abbattimento delle varie liste di attesa ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PNE. Da Ultimo, ma non ultimo, l’uscita dal commissariamento entro novembre 2018″, e continua: ” Ebbene, a sentirla, tutte queste cose combinate tra loro dovrebbero risolvere le ataviche problematiche della sanità salernitana, solo che molto probabilmente Lei non ha una visione a tutto tondo di quella che è la reale situazione odierna. Innanzi tutto Le diciamo che siamo sicuramente a favore di tutti i progetti inerenti l’area sanitaria, anche se per dovere di cronaca Le ricordiamo che tutte queste iniziative siano state programmate dal nostro ex direttore generale Antonio Giordano, che a quanto pare era stato lungimirante, nel mentre ancora non si conoscono le motivazioni del suo inopportuno allontanamento. Ma pur essendo d’accordo su quanto dichiarato, non possiamo non far notare che la Sua azione sembrerebbe limitata unicamente alle due aree più popolose della provincia, l’agro e la città di Salerno appunto, dimenticandosi completamente dell’area del Cilento e Vallo di Diano, oltre che della Piana del Sele, i cui cittadini di certo non sono e non possono essere assimilati a cittadini di seconda classe in quanto esclusi dal Suo programma di ristrutturazione sanitaria.Lei ha fatto cenno, velocemente, ai LEA dimenticando, evidentemente, che detti LEA si applichino a tutta la provincia di Salerno e non solo all’agro ed alla città di Salerno”, e sul reclutamento dice: ” Ha parlato dell’arrivo di 120 nuovi infermieri nell’agro, dimenticando non solo che esistano altre realtà provinciali che a stento mantengono i famosi LEA, seppur in carenza mostruosa di personale e solo grazie all’abnegazione degli operatori stessi.
Non solo, i detti 120 infermieri sono arruolati per tutta l’area provinciale e non solo per l’agro nocerino, dimostrando con siffatta dichiarazione che non conosca quanto disposto dall’ASL Salerno in termini di assunzioni, ma anche che penserebbe di risolvere i problemi della carenza di personale da Lei stimata in 13500 unità (per l’intera regione) con soli 120 infermieri.
A questo punto Le vorrei ricordare un dato che Le sta tanto a cuore, ovvero quello della mobilità passiva che incide per circa 300 milioni di € sulle casse della sanità regionale, mentre il 20 % i essa è rappresentata dalla mobilità dei cittadini residenti nel Vallo di Diano che vanno a curarsi per le patologie di cui soffrono, soprattutto cardiologiche ed oncologiche, nei presidi della vicina Basilicata, e Lei cosa fa per frenare questa migrazione? Potenzia l’Umberto I e non l’ospedale di Polla che rappresenta il vero baluardo sul territorio che, con le dovute politiche di reclutamento, potrebbe intercettare la domanda di offerta sanitaria locale e non farla transitare altrove.
Ancora, Lei ha parlato di abbattimento delle liste di attesa, ma molto probabilmente non ha il polso della situazione atteso che in alcuni casi si sia raggiunto il limite massimo di attesa di un anno, come nel caso della cataratta, ma nel contempo non ha enunciato alcuna ricetta per il superamento di questa ignominiosa situazione, che tra l’altro favorisce la mobilità passiva, e su cui, ne siamo certi, l’unica soluzione sarebbe quella di nominare dirigenti (ex primari) attingendo al meglio che si trovi sul mercato e non rispondenti a logiche estranee al merito ed alla competenza, tra l’altro ancora un aspetto che il direttore Giordano aveva posto al centro della sua azione di risanamento. Su questo tema, calzante è la situazione dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania che a fronte di 30 reparti e servizi, annovera solamente tre dirigenti di II livello (ex primari) cosa per la quale le attività, e giocoforza la capacità di attrazione, risultano essere fortemente compromesse. Eppure il San Luca è un DEA di I livello, al pari dell’Umberto I di Nocera, ma non ha avuto, e non ha, le dovute attenzioni che la Sua persona di converso ha per Nocera e Salerno.
Vogliamo parlare dell’ospedale di Sapri anch’esso ricadente su di un’area direttamente a ridosso della Basilicata, ovvero il Golfo di Policastro che soprattutto nel periodo estivo eroga sanità in condizioni al limite della sopportazione per il personale tutto, condizione che oramai sta diventando consolidata su tutto l’arco temporale dell’anno stante la carenza di personale a tutti i livelli?
Chiudiamo con un dato statistico, ovvero il Cilento ed il Vallo di Diano complessivamente
annoverano circa 300.000 abitanti, ovvero un quarto di tutta la popolazione salernitana, quarto che Vi permette di dissertare sull’istituzione del secondo DEA di II livello e sulla ricostruzione del nuovo ospedale a Salerno. Non sottovalutatelo. E’ grazie a questi numeri che si possono immaginare certi progetti, ma di certo questi numeri non rimarranno inerti ad osservare il gioco che si sta svolgendo sulle loro teste”, conclude Tomasco.

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