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Liste d’attesa:commissione interaziendale Ruggi-Asl ferma al palo

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La commissione interaziendale, Asl-Ruggi, per il monitoraggio delle liste d’attesa è ferma al palo. La tanto decantata“.. stretta per limitare gli accessi alle liste di attesa dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona di Salerno”, annunciatadal manager, Vincenzo Viggiani, e sposata dall’Azienda di via Nizza, resta ferma sulla carta.
Dopo lo scandalo che ha interessato il reparto di neurochirurgia del nosocomio di via San Leonardo, dove quattro medici sono finiti al centro di una inchiesta della Procura di Salerno su un giro di mazzette per accelerare i tempi previsti per una operazione ad un paziente in lista di attesa, ci si aspettavano i fatti. Con delibere di nomina per comporre le commissioni. Bene. Detto, fatto. Il Rugi ha provveduto prima dell’estate. E anche l’Asl. Peccato che la delibera di quest’ultima azienda è stata revocata dal commissario straordinario, Antonio Postiglione, per rideterminarla. Così viene definita.
I nuovi nomi dei componenti sono: Maria Immacolata Borrelli – referente Liste d’attesa Asl; e Carmine Mangino del Cup aziendale. Inoltre, si stabilisce nella delibera che “… tutti gli atti prodotti ,alla data di esecutività della presente delibera, dalla commissione di cui alla delibera del 17 giugno scorso siano trasmessi alla Direzione commissariale”.
Ovvero, tempo per guardarsi le carte.
Dunque, siamo punto e a capo o ‘semplicemente’ dobbiamo rallentare per riguardare le carte?
Tutto fermo. Il Ruggi attende le nuove nomine. E anche dei rilevamenti su un monitoraggio decantato e al momento, diciamo, rallentato.
Ma cosa accadde al Ruggi?
L’inchiesta della Procura nacque dalla denuncia presentata dal figlio di una paziente, sottoposta a Salerno a un intervento alla testa e poi deceduta. Secondo le indagini, l’operazione chirurgica era stata preceduta dal versamento di una somma in denaro per accelerare i tempi e consentire alla donna di scavalcare la lista d’attesa.
«Sulla scorta del clamore suscitato da questa vicenda – ha dichiarato il direttore dell’azienda ospedaliera, Viggiani – l’azienda ha intrapreso azioni mirate a definire i percorsi del piano nazionale e regionale sulle liste di attesa per cercare di gestire al meglio le liste». E’ scattato, secondo quanto annunciato dal manager, anche un primo provvedimento che prevede di limitare gli accessi degli operatori sanitari alle liste di attesa «per consentire solo a chi ne ha diritto l’accesso informatico». Secondo quanto si apprende, l’azienda ospedaliera ha dato 40 giorni di tempo alle due commissioni interne «per approfondire le questioni che sono emerse».

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