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Reparti ospedalieri con due primari, ecco i danni all'Asl Salerno

Tra blocco concorsi e turn over le anomalie danneggiano le casse

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Una poltrona per due, arrivando a sfiorare persino tre primari nello stesso reparto ospedaliero: anomalie che nella sanità salernitana, ai tempi di tagli e annunciati pareggi di bilancio, non mancano.
L’approfondimento fu fatto dal corrieredelmezzogiorno.it nel gennaio scorso. A distanza di mesi nulla o poco e’ cambiato. La nomina del dg Antonio Squillante sta per scadere e la patata bollente passa al successore.
I casi più eclatanti si registrano nell’ospedale di Sarno dove sembra che i «duplicati» siano una consuetudine. Iniziamo da Cardiologia. Sulla carta e nei fatti il direttore era Vincenzo Messina. Era perché andato in pensione nel 2013. A reggere le sorti del reparto, attualmente, per esperienza e anzianità, è il dottor Giovanni Russo che coordinerà le attività fino all’espletamento del bando interno dell’Asl per il rinnovo dei direttori d’unità. Fin qui tutto nella norma se non ci fosse la presenza di un altro primario: il dottor Silvano Baldi. Ma perchè succede questo? Baldi nel 2010 era primario cardiologo nell’ospedale di Scafati. Con il commissario straordinario Maurizio Bortoletti ottiene il trasferimento a Nocera Inferiore dove, però, il reparto ha già una guida, Nicola Capuano. Partono i ricorsi: il giudice del lavoro dà torto a Baldi che viene spostato a Sarno in attesa di ricollocazione. Che non è ancora giunta. A Scafati non può tornare: Cardiologia non esiste più. Intanto a Sarno, sulla carta, è primario. Sul caso indaga la Corte dei Conti.
Altri casi
Storia simile per Rianimazione, sempre a Sarno. L’Unità in teoria ha due primari. Il facente funzione è Giuseppe Canfora, sindaco del Comune e presidente della Provincia, sospeso dai vertici dell’Asl per incompatibilità. Quel posto viene assegnato a Mario Iannotti. Anche lui proviene dall’ospedale di Scafati, dove aveva vinto un concorso, e viene trasferito a Sarno dall’ex manager Bortoletti. Ma qui c’è Canfora, che nel frattempo ha ottenuto una sentenza favorevole dal giudice del Lavoro. In teoria, Iannotti sarebbe quindi ancora primario a Scafati, ma il reparto non c’è più. Nel frattempo l’Asl ha bandito un concorso interno per questo reparto. Iannotti ha partecipato, e se dovesse vincere sarebbe il sostituto di se stesso. Ma il medico ha anche fatto ricorso contro quella sentenza che lo ha disarcionato dal primariato.
Nell’agro
A Scafati l’anomalia è nell’unità Laboratorio che è stato spacchettato: una parte viene coordinata da Nocera, l’altra da Sarno. Negli ospedali Nocera-Pagani invece Radiologia ha due primari, presenti nei rispettivi e distinti plessi, nonostante si tratti di «ospedali riuniti». Crescenzo Formicola per il ‘Tortora’, Pietro di Costanza per l’Umberto I. Ovviamente, il braccio di ferro è in corso da mesi per avere un solo direttore. A Nocera Inferiore, in neurochirurgia, ecco arrivare dal Cardarelli una nuova unità: il management decide di collocarlo dove la pianta organica è al completo piuttosto che mandarlo a Vallo della Lucania dove vi è una evidente carenza. I medici sono costretti a turno a recarsi a sud di Salerno per aiutare i colleghi, in affanno per difficoltà di personale.
Nella Piana del Sele
Spostandoci al San Luca di Battipaglia ecco che Pietro Spinelli, primario gastroenterologo a Vallo della Lucania, risulta essere «commissario» inviato dai vertici per controllare i conti. Bene. Il medico però in questo plesso effettua consulenze specialistiche. Controllato e controllore. Un caso questo segnalato dai sindacati.

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