Agro nocerino sarnese: “Sanita’ allo sfascio, fate presto”, il grido di dolore del sindacato

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Agro Sarnese Nocerino: “Sanità prossima allo sfascio”. E’ il grido d’allarme che lanciano Gennaro D’Andretta e Generoso Forte della Cgil Fp in merito alle delicata fase che sta vivendo la sanita’ dell’area a nord del capoluogo, la più popolosa e complicata. In una dettagliata lettera indirizzata al management dell’Asl Salerno scrivono: “Mentre il paziente attende risposte valide e concrete, le Istituzioni, ma più in particolare la Dirigenza dell’ASL Salerno, sta a guardare! Si pensa di risolvere il grave vuoto di organico, a partire da figure indispensabili qual è quella degli Infermieri Professionali, chiudendo, riducendo, accorpando i Reparti o intervenendo con misure palliative quali lo straordinario o altro. La gravissima situazione venutasi a creare negli ultimi mesi riguarda, in larga parte, i plessi ospedalieri, dei relativi Pronto Soccorso e dei “Punti di Primo Soccorso”. Non ci sono più le condizioni per garantire un adeguato percorso diagnostico, medico, chirurgico e assistenziale ai pazienti, in particolare del P Nocera – Pagani.

I più esposti i pazienti della “Rete Oncologica”.In quest’ambiente è come se operasse Penelope. Prima tesse e poi disfa. Una rete che fa acqua; non sono coperti in modo serio i reparti a ciò dedicati, insufficienza cronica di figure professionali necessarie, e mentre tutto ciò si consuma sotto gli occhi dei pazienti e dei rispettivi parenti, reparti importanti come l’Oncologia Medica sono lasciati privi di Direzione e di relativa programmazione. Ancora una volta ci chiediamo (e Vi chiediamo) “ma i tanti operatori “imboscati” che dovevano rientrare in reparto dove sono finiti?” Chi copre questi personaggi che, seppure individuati da una apposita Commissione, da anni ancora non lavorano in Reparti e non danno le mansioni per il ruolo professionale e qualifica che ricoprono. La rete dell’Emergenza anch’essa è in forte fibrillazione, e l’unico P. S. è gravato da una marea di accessi che coinvolge l’intera procedura assistenziale. Il risultato di questa situazione paralizza in maniera concreta i pazienti che non possono essere assistiti adeguatamente nel rispetto della loro dignità di persone. Il personale tutto (al netto di chi si “nasconde” per non svolgere il proprio ruolo assistenziale) lavora in una condizione di stress perché, oltre a doversi destreggiare tra letti e barelle, diventa l’unico bersaglio dei parenti che, giustamente, chiedono una sistemazione dignitosa per i loro cari. Nelle spiegate condizioni appare alquanto chiaro che i livelli minimi di assistenza sono lontani dagli standard qualitativi e quantitativi previsti da specifiche disposizioni di legge statale e regionale; le denunciate condizioni di lavoro a cui è sottoposto il personale non rispettano le più elementari e basilari norme di sicurezza lavorativa con la conseguenza che tutto il personale, sempre al netto degli operatori “imboscati”, vive un senso di frustrazione e di impotenza dovuto alle sofferenze degli assistiti e con l’aumento esponenziale del rischio clinico sanitario nell’accezione più ampia del termine. Allora chi ha il dovere legale e istituzionale di dare concrete risposte lo faccia a brevissimo.

Il Commissario ascolti le richieste degli operatori, ascolti i Direttori di Strutture Complesse e valuti quali sono le criticità a cui dare risposte.Oncologia ed Emergenza in senso ampio devono ottenere le risposte che chiedono, unitamente ad altri Reparti che lamentano disorganizzazione, attrezzature fondamentali e/o altro.

Sia chiaro. Questo è l’ultimo appello.

Siamo disponibili ad aprire da subito un tavolo monotematico che discuta le priorità dei cittadini, dei pazienti e degli operatori tutti, ritenendo non del tutto esaustivo il continuo confronto su questioni meramente economiche e/o di carriera che interessano i soliti potenti di turno.

In assenza di un riscontro chiaro e concretamente impegnativo che va nella direzione auspicata, si preannunciano tutte le possibili azioni a sostegno.

Deve essere chiaro che saranno investite le Istituzioni tutte, a partire dalla Magistratura, qualora si dovessero paventare ipotesi di reato omissivo e/o commissivo, la Prefettura, il Tribunale per i diritti degli ammalati, la richiesta di audizione alla V Commissione Sanità Regionale e l’intervento delle Deputazioni di tutte le forze politiche, sia Parlamentari che Regionali.

In altri termini, non lasceremo nulla di intentato per tutelare la Salute, bene prezioso ed essenziale”, concludono i due sindacalisti.

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