Eboli, inchiesta Hospice. Interdizione dalla professione, la decisione del Riesame nelle mani di Marra

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E’ nelle mani del dottor Alessandro Marra, ex dirigente medico dell’Hospice “Il Giardino dei Girasoli” di Eboli, la decisione del Riesame che lo vede accusato di omicidio volontario per una iniezione ritenuta letale fatta ad un paziente.

I giudici del Riesame hanno accolto la tesi della Procura ( pm Elena Guarino) che aveva fatto ricorso in Cassazione; sostituita la misura dei domiciliari con quella dell’interdizione dalla professione (il provvedimento è sospeso in attesa di un eventuale ricorso dei legali della difesa in Cassazione).

La vicenda era infatti tornata davanti allo stesso collegio del Riesame dopo che la Cassazione aveva annullato, con rinvio, il precedente provvedimento del Riesame che aveva escluso l’ipotesi di omicidio volontario. È quindi toccato nuovamente al Tribunale della libertà vagliare il caso in base ai nuovi criteri stabiliti dalla Suprema Corte che aveva chiesto di accertare «la quantità di soluzione fisiologica utilizzata dal medico e la velocità di discesa del farmaco in vena».

I fatti. Ottobre 2018, scatta il blitz del Nas

Assenza dal posto di lavoro, farmaci sottratti illecitamente e mancata assistenza domiciliare. Nel mirino dei carabinieri del Nas di Salerno (diretti dal maggiore Vincenzo Ferrara) finiscono i dipendenti dell’Hopsice (Cure palliative) nonche’ dell’Unita’ Operativa di Medicina Legale del distretto 64 di Eboli.

In conferenza stampa il procuratore della Repubblica facente funzione, Luigi Alberto Cannavale, spiegò che le perquisizioni domiciliari avevano consentito di appurare  “gran parte della farmacia dell’ospedale era divisa nei garage degli indagati che usavano questi medicinali per la loro attivita’ privatistica”. Secondo la Procura di Salerno “anche il medicinale utilizzato per il decesso del 28enne di Battipaglia era stato sottratto illecitamente dalla struttura ospedaliera”. Gli inquirenti hanno appurato anche “la mancata assistenza domiciliare ai pazienti con le visite domiciliari che per lo piu’ venivano svolte con una telefonata e, poi, si faceva l’attestazione del servizio esterno in visita domiciliare”. Il commissario straordinario della Asl Salerno, Mario Iervolino, inviò una nota alla stampa esprimendo ‘fiducia nella magistratura’.

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