La “primavera del Ruggi”, tra commissariamento e Direzione: un anno dopo

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Lo scopo della rivoluzione del 1848 fu quello di sostituire i governi della Restaurazione con quelli liberali. L’impatto storico fu profondo. I moti del 1848 durarono un anno, fino al 1849 appunto, e rappresentano una metafora alla base dei dodici mesi che vedono l’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno guidata da Nicola Cantone.Da un anno, appunto.
Sgombriamo subito il campo. Qui la primavera dei popoli non ha abbattutto nessun Governo.Ovviamente. La verità è che la metafora era troppo ghiotta per non usarla e, in modo riveduto e corretto, parlare del primo anno della Direzione strategica. Che, proprio anno non è. L’avvocato aversano è stato nominato Direttore generale ad agosto scorso ma, nei precedenti sei mesi, era già in via San Leonardo nel ruolo di commissario straordinario.
Ha messo piede al ‘Ruggi’ il 17 febbraio scorso insieme a Oreste Florenzano (da sub commissario è divenuto Direttore amministrativo) ed Enzo Raiola, il sub commissario sanitario che ha deciso di lasciare la partita. E divertirsi stando dietro le quinte. Una mancanza che si sente. Molto.
Torniamo ai moti. Che, come insegna la Storia, non diedero gli effetti sperati. Non subito. Ma si videro sul lungo termine. E con differenze, tra Paese e Paese. Ma resta il fatto che qualcuno ha sentito, avuto lo slancio del cambiamento. Non senza immaginare che qualche, seppur parziale, “campagna di banchetti” l’avrebbe trovata. Guai se non fosse così.
Come per i moti, gli aneddoti non mancano. Ma non faremo l’elenco della spesa. Mettere tutti d’accordo è arduo. Di base si registra una volontà di cambiamento, quasi netto, rispetto alle precedenti Direzioni. Ma non è certo una gara nè si fanno i paragoni. Ma è pur sempre vero, per onestà intellettuale, che alcune particolari, straordinarie situazioni sono partite da lontano, concesse silenziosamente dai vertici che si sono girati dall’altra parte, consentendo poi l’esplosione.Non ex abrupto, no. Ma tollerata da alcuni vertici, come detto, fino ad arrivare alla base. Coinvolgendo tutti, di ogni ordine e grado, che, sapendo, non hanno denunciato. E ora, eccoci dinanzi al dis-ordine (che non è ordinato, per dirla alla Platone).
Che fare, dunque? L’unica strada è la scelta. Fare scelte, adottare provvedimenti. Firmare delibere e assumersene la responsabilità.Un anno per rimboccarsi le maniche, tracciare un solco (Atto aziendale), metterlo a regime. Partendo dalla responsabile scelta di chi dovrà, a sua volta, dare indicazioni. Si lavora per la svolta di questa affascinante Azienda che non dovrebbe più tollerare opportunisti. Ma dare opportunità. Sulla base di onesti percorsi divenuti merce rara.

rosa coppola

*nella foto di copertina, da sinistra: Enzo Raiola, Oreste Florenzano, Nicola Cantone- foto 17 febbraio 2016

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