L’intervista all’infettivologo Greco: “La febbre uccide più della meningite”

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SALERNO. Nessun allarme meningite nel Salernitano. Anzi, secondo l’infettivologo Luigi Greco, 41 anni di lavoro alle spalle nel reparto Malattie infettive del “Ruggi d’Aragona” di Salerno, a mietere vittime quest’anno è stata l’influenza. Il vaccino, dunque, è un utile strumento di prevenzione soprattutto nei casi in cui la persona sia affetta da patologie che rendono più vulnerabile l’organismo.

Dopo alcuni casi registrati anche nel Salernitano, dobbiamo preoccuparci più per la meningite o per l’influenza?

«Al “Ruggi” abbiamo avuto un solo caso di meningite. Il paziente è stato ricoverato ma prima aveva avuto l’influenza. Il virus influenzale ti assale, può stremare, e se arriva un battere dall’esterno o dal tuo organismo è possibile prendere la meningite. Ma si muore molto di più per le complicanze da influenza».

Quanti casi fino ad ora?

Da dicembre a oggi al “Ruggi” abbiamo avuto un solo caso di meningite, genotipo Y, che in quarant’anni di attività non ho mai visto perché da noi non è stato mia riscontrato. Lo stesso che ha colpito il bambino di Cava. Nello stesso periodo abbiamo invece avuto un migliaio di accessi per influenza al pronto soccorso, e di conseguenza anche molte complicazioni polmonari».

Ci sono stati decessi per l’influenza?

«Due, tre casi ci sono stati, sono fisiologici, dovuti alle conseguenze. Già se si paragona questo dato con un solo caso di meningite senza decesso, si comprendere quanto l’allarme per la meningite sia infondato. L’influenza è molto più contagiosa della meningite. Sole se si starnutisce, in una solo gocciolina si veicolano oltre 100mila virus influenzali».

Possiamo fare una stima del fenomeno?

«Abbiamo avuto tra Salerno e provincia almeno dieci decessi per conseguenze dovute all’influenza, di cui due o tre al “Ruggi”, ma nessun decesso per meningite. Abbiamo avuto un’epidemia d’influenza paurosa. Anche ben oltre 300 accessi in un giorno al nostro pronto soccorso».

Dunque è molto più difficile ammalarsi di meningite?

«Se si ha un buon livello immunitario, sì. Non è così contagiosa come si dice, altrimenti avremmo avuto un caso indice e poi una serie di casi che però non si sono verificati».

Quando l’organismo è debole e dunque a rischio?

«Se si è nefropatici o diadetici, ad esempio, occorre vaccinarsi contro il virus influenzale perché è diecimila volte più contagioso del meningococco della meningite. L’evento meningite è raro. Si muore molto di più per altri batteri. Bisogna vaccinarsi contro la meningite pneumococcica se non si ha più la milza. In tal caso si rischia una meningite fulminante. Questo perché i batteri hanno un cappotto esterno riconosciuto dal sistema immunitario, dalle proteine prodotte dalla milza per ucciderli».

Ma la meningite può uccidere anche in altri casi?

«Di meningite meningococcica o pneumococcica si può morire. Perché è una malattia infettiva grave».

Allora i vaccini servono?

«Sono i farmaci più sicuri in assoluto. Ma sono anche una cosa seria, nel senso che il vaccino non dura in eterno. Dopo un anno la protezione si abbassa all’80% e dopo 5 anni non c’è più. Non si possono fare molti richiami.

Come stabilire se occorre o meno fare il vaccino?

«Con l’aiuto del medico di base, che deve informare correttamente. I vaccini vanno riservati quando ci sono situazioni reali di pericolo, come estremo rimedio».

Quando si può parlare di epidemia?

«Se su circa un milione di abitanti abbiamo oltre 100 casi in tre mesi. Questa è la definizione dell’Organizzazione mondiale della Sanità».

Fino a quando c’è il rischio di prendere l’influenza?

«Almeno fino a marzo. Ma non c’è nessuna giustificazione perché si crei allarme».

Però i batteri possono uccidere…

«Solo se hai dei problemi di base nella risposta immunitaria. Se un paziente è sotto terapia perché ha un cancro polmonare può morire per un batterio, perché è immunodepresso per altri fattori».

Quanti casi di meningite si sono registrati in Campania?

«Secondo i dati del Ministero della Sanità, in Campania abbiamo avuto 15 casi di meningite nel 2014, 10 nel 2015, 16 nel 2016. Noi stiamo vaccinando tutti contro la meningite da meningococco gruppo C. Il meningococco è un normale abitatore della nostra gola. Ora tutti si vaccinano. Ma così si diffonderà il contagio di un altro genotipo».

Cosa ci dice sul ceppo Y diffusosi da noi in due casi?

«Si è diffuso in Sud America, Colombia, Brasile, Messico dove la metà dei ceppi sono Y. In Europa, in Svizzera e in Svezia, è arrivato nel 2012. In Italia siamo a meno del 2%. Non si sa se sia aggressivo, ma si comporta in modo anomalo e colpisce anche adulti e anziani».

Perché tanti decessi per meningite in Toscana?

«Si è selezionato un clone di meningococco del gruppo C: nel 2012 a Livorno si registrarono tre malati gravi, tutti cuochi di una
nave, tutti e tre con sepsi meningococcica. E non si sa come si sia diffuso.

Dunque da noi nessun allarme meningite…

«Abbiamo avuto meno casi degli anni passati. Di sicuro ci sono state più encefaliti virali».

fonte

quotidiano La Città

articolo a firma di Marcella Cavaliere

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