Odissea tra Torre,Pompei e Nocera. Poi la morte:28 medici indagati

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A novembre viene operata di calcoli alla colecisti. Da allora inizia l’odissea che, tra due ospedali e una clinica privata della Campania, la porterà alla morte ad inizio marzo: la Procura nocerina indaga ventotto medici e sequestra sei cartelle cliniche. Nel registro degli indagati del pm Daria Mafalda Cioncata sono finiti i camici bianchi dell’ospedale ‘Maresca’ di Torre del Greco, di una clinica privata di Pompei e dell ‘Umberto I’ di Nocera Inferiore che, a vario titolo e ruolo, hanno seguito Immacolata Saccone, 72enne, residente a Torre del Greco, sposata, madre di sei figli, morta il nove marzo scorso, a Nocera. Il motivo non è chiaro. “Arresto cardiaco” si legge sul certificato di morte, ovviamente. Neanche l’esame autoptico, eseguito ieri da Giovanni Zotti, è riuscito a fugare i dubbi esistenti. Si attende, così, l’esito degli esami istologici. Per capire se Immacolata è morta per un aggravamento post operatorio, complicazioni o patologie altre subentrate successivamente e indipendenti dall’asportazione del calcolo.
Fatto sta che da novembre a inizio marzo, la famiglia Saccone ha registrato un valzer di trasferimenti ospedalieri ora al vaglio della magistratura.
Ma cerchiamo di ricostruire l’odissea.
E’ novembre dello scorso anno quando la 72enne viene ricoverata in una clinica privata di Pompei per l’asportazione di un calcolo alla colecisti. L’operazione viene eseguita perfettamente e la donna torna a casa. Non sa che l’odissea sta per iniziare.
E’ metà gennaio quando Immacolata avverte forti dolori addominali. Va a Torre, in ospedale, e ci resta una settimana, per controlli. La situazione va per il meglio, le cure hanno fatto effetto. Così viene dimessa. Tutto sembra andare per il verso giusto quando,poco dopo, ritornano i dolori. Senza perdere tempo la donna varca nuovamente la soglia del plesso torrese. Qualcosa non va per il verso giusto. Per motivi ancora al vaglio della magistratura nocerina la donna lascia la struttura pubblica e raggiunge Pompei, la clinica privata, per essere sottoposta a risonanza addominale. Il passaggio tra pubblico e privato resta un punto interrogativo la cui risposta potrebbe chiarire la stessa ricostruzione dei fatti visto che dalla struttura napoletana Immacolata viene mandata con urgenza a Nocera. Mancano posti letto al Maresca? Occorre una terapia particolare? E se sì, per cosa? Fatto sta che Immacolata arriva nell’ospedale più grande dell’Asl Salerno dove, pochi giorni dopo, morirà. Cambia tre reparti: Medicina, Chirurgia, Terapia intensiva. Secondo la denuncia dei familiari, che si è affidata all’avvocato Susy Saccone, non si conosce la causa della morte. Un valzer di trasferimenti che rappresenta un puzzle difficile da ricostruire. Lo stesso pm ha lavorato con zelo per cercare di individuare quei professionisti, poi raggiunti da provvedimenti di garanzia, per dare loro l’opportunità di poter seguire l’autopsia e chiarire la propria posizione. Devono rispondere di omicidio.
I medici indagati sono:Domenico Mastrianni, Michele Migliaro, Maria Grazia Iovine, Rosario Napolitano, Michele Amitrano, Rosa Galasso, Luigi Cosenza, Marta Sorrentino, Micaela Borrelli, Antonio Verderosa, Vincenzo Piccolo, Romolo Mennella, Carmine Canonico, Paolo Bucci, Gaetano Toscano, Francesco Carrino, Roberto Palomba, FrancescoPaolo Mennella,Pietro Apicella, Maurizio Mastrorilli,Francesco Salzano, Pietro Di Costanzo, Maria Rosaria Tagliamonte, Vincenzo Citro, Antonio Ambrosio, Giulia Ferrentino, Emilia Palatiello, Basilio Fimiani.
Il pm scrive che: “…si procede per accertare se il personale ha correttamente gestito dal punto vista diagnostico, terapeutico ed assistenziale la defunta durante la degenza presso le tre strutture oppure è ravvisabile una condotta attiva ed omissiva di malpratiche cliniche. Ovvero se vi sono state violazioni di protocolli di indagine diagnostica”.
Nella denuncia dei familiari, infatti, si parla di “omissioni” sulla patologia della donna e, ancora, di aver saputo del decesso non in tempo reale. Sostengono di aver trovato la donna direttamente nell’obitorio.Accuse da verificare, ovviamente.

rosa coppola

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