Sindacati medici al Dg Asl:”C’è disorganizzazione, ci coinvolga”

in UNISA

“Continuiamo a registrare passerelle mediatiche di figuranti che non perdono nessuna occasione per raccontare cose scontate, ma guardandosi bene dall’assumersi responsabilità delle deficienze organizzative palesemente dimostrate sul campo come quelle sui livelli di sicurezza per i Dispositivi di protezione personale. Insomma, illustrissimo Direttore, la pratica dello “scaricabarile” sembra essere sempre quella più diffusa”.

Non le mandano certo a dire i sindacati medici (Aaroi Emac – Anaao assomed – Cgil fp -cimo – Fassid Federazione Cisl medici – Fesmed – Fvm) nella lunga, argomentata e dettagliata lettera inviata al Direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, al quale chiedono, per la seconda volta, di essere coinvolti nella Unità di crisi aziendali per dare il proprio contributo. Seppur non richiesto, come gli stessi affermano, una loro partecipazioni apporterebbe il valore aggiunto della conoscenza e del rapporto diretto di chi opera sul campo. Non vogliono far polemiche ma essere realisti e cercare di risolvere i problemi. “Dagli atti quotidianamente pubblicati sul sito aziendale, scrivono, sembrerebbe che la strategia dell’Azienda sia, invece, affidata “all’uomo solo al comando“ che agirebbe da plenipotenziario della Direzione Generale”, chiosano. Per poi addentrarsi negli esempi. “Il personale è fortemente demotivato e stanco degli incessanti annunci propagandistici che da settimane ci tempestano di false aspettative di reparti mai aperti, di attrezzature mai pervenute e di DPI mai consegnati. Al momento non è possibile tracciare un bilancio nemmeno parziale, considerato che la paventata emergenza non c’è stata e noi tutti ci auguriamo che non ci sia. Per nostra buona sorte, i pazienti Covid della provincia di Salerno sono solo poche centinaia, molti dei quali asintomatici e monitorati a domicilio. Sono solo poche decine i pazienti ricoverati e tra questi sono pochissimi quelli che necessitano della terapia intensiva. La terapia intensiva dell’ospedale Covid di Scafati ha attualmente occupati solo 6 degli otto posti disponibili”, evidenziano.

“Il nostro continuo confronto con gli operatori ha consentito che gli equipaggi delle autoambulanze non interrompessero il loro prezioso servizio, nonostante la mancata fornitura dei DPI, in taluni casi acquistati a proprie spese dagli stessi. Una altra palese deficienza organizzativa si registra nell’ospedale di Oliveto Citra: ci sono percorsi “misti” Covid e non Covid, Il contrasto avvenuto tra i dirigenti con il loro direttore ha indotto gli stessi ad accettare nell’immediato proposte lavorative altrove. Per evitare la psicosi sempre più diffusa del ricovero per patologie non Covid, potrebbe eliminare gli ospedali misti mantenendo solo i due ospedali Covid ovvero Scafati (zona nord) e Agropoli (zona sud) dove già presenti stanze a pressione negativa”, conclude la nota.

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