Asl Sa, Oliveto Citra. Migrante rischia l’amputazione di un arto: operato quattro volte, è salvo

in UNISA

E’ giunto in Italia, a Salerno, a bordo della nave che trasportava ventisei cadaveri. Lui,  Muhamed, cambiano, di 23 anni, maltrunito, rischiava di perdere l’arto destro inferiore a causa di una terribile diagnosi: fascite necrotizzante all’arto inferiore destro, estesa dalla caviglia a metà coscia con presenza di gangrena umida e stato settico. A salvarlo, operandolo quattro volte, i medici dell’ospedale di Olivcto Citra (Divisione di Chirurgia Generale).

Cosa era accaduto. La terribile condizione fisica è  conseguenza di un micetoma eumicotico ulcerato, patologia frequente in Africa, causata da miceti saprofiti del suolo e dei vegetali. Muhamed aveva contratto tale patologia in Libia, dove si trovava da circa un anno, in seguito ad una ferita, provocata da una scheggia di legno, mentre lavorava come giardiniere in una villa. Se fosse stato curato bene, il micetoma sarebbe guarito in breve tempo, invece, a causa delle scarse cure ricevute e delle scadenti condizioni igieniche in cui viveva, si era avuto un peggioramento della situazione clinica, complicatasi con un’infezione.

La patologia e l’intervento. La fascite necrotizzante e la gangrcna umida di un arto sono condizioni cliniche gravissime, mettono a rischio la vita. e. nelle situazioni avanzate, come in questo caso, l’unica terapia, per salvare la vita, è l’amputazione a livello della coscia.

Da qui, l’operazione d’urgenza: salvataggio d’arto, in vista di una chirurgia ricostruttiva con lembi ed innesti.

L’intervento chirurgico d’urgenza  ha permesso di fermare l’infezione e di evitare l’amputazione, anche se è stato necessario effettuare altre due operazioni per perfezionare il lavoro fatto e per preparare l’arto per la chirurgia plastica ricostruttiva.

Il 22 novembre è stato  effettuato un quarto ed ultimo intervento plastico ricostruttivo, chiudendo tutte le ferite mediante l’utilizzo di lembi ancora vitali e di diversi trapianti cutanci.prelcvando la cute da zone sano dello stesso paziente.

Da allora è seguita una lunga fase riabilitativa, in quanto la flesso-estensione del ginocchio e della caviglia erano molto compromesse a causa delle aderenze causate dall’infezione.

L’epilogo. Muhamed è stato dimesso completamente guarito, con tutti i parametri vitali nella nonna, in buona forma fìsica, e potrò camminare e correre come prima.

 

fonte, Asl Salerno

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