Battipaglia. Neonato rischia la morte, salvato dai rianimatori e dall’arrivo della “Ecmo Mobile” del Bambin Gesù

in UNISA

Ha quaranta giorni di vita e una broncopolmonite massiva che lascia poche speranze. Ma è la tenacia del personale della Rianimazione pediatrica dell’ospedale di Battipaglia e l’arrivo, in tempi record, in loco, dell’ambulanza “Ecmo mobile” del Bambin Gesù di Roma a dar vita ad un gioco di squadra che fa il miracolo.  E a regalare il lieto fine. Il batuffolo sta bene. Ora sta a Roma e la fase critica è stata superata.

E’ accaduto nel Salernitano, nell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia, dove esiste la rianimazione pediatrica. Unica dell’Asl Salerno e unica a sud del capoluogo partenopeo. Qui esiste una realtà importante, guidata dal dottor Raffaele D’Amato, ma se ne parla poco. Come di tutte le cose belle.

Il protagonista è un batuffolo. Immaginate che ha poco più di un mese. Non sta bene, non sta per nulla bene. Una broncopolmonite massiva lo ha aggredito. Finisce in ospedale dove il personale specializzato fa l’impossibile. Intubato, ventilato, monitorato. Il piccino reagisce, risponde ma occorre fare l’Ecmo (Ossigenazione Extrameccanica a Membrana) che si esegue solo nei Centri altamente specializzati, come il “Bambin Gesù” di Roma. Si allertano i colleghi. Il bambino però non viene trasferito, è la Ecmo mobile ad arrivare a Battipaglia. Si tratta di una ambulanza esclusivamente dedicata al trasporto in ECMO dei neonati e dei pazienti in età pediatrica. Super attrezzata, il personale specializzato viaggia persino con una mini sala operatoria. Che viene allestita all’interno di quella presente in nosocomio. Il trattamento ha inizio. I camici bianchi trovano un paziente trattato nei migliori dei modi e decidono di eseguire l’Ecmo in loco. Il piccino dopo tempo sembra stare meglio. Stabilizzato, viene poi trasferito nella capitale. Sta meglio, il peggio è passato.

Una storia che accende i riflettori sulle realtà sanitarie presenti sul territorio, alcune eccellenti. Non saranno tutte così. Anzi, non lo sono. Ma ci sono, in numero inferiore forse, ma ci sono. Ed è giusto che se ne parli. Per evitare i ‘viaggi della speranza’, per sapere di poter contare anche sul territorio su centri specializzati.

 

*Ecmo. Ossigenazione Extrameccanica a Membrana: è una tecnica di circolazione extracorporea che permette di sostituire per periodi più o meno lunghi (giorni o settimane) le funzioni fisiologiche del cuore e/o del polmone, in attesa del loro recupero dalla malattia. È estremamente complessa e viene effettuata solo in strutture d’eccellenza.

Rosa Coppola

 

*nella foto di copertina, il dr D’Amato e l’ambulanza Ecmo

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