La sanità salernitana tra inchieste e tagli

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Il pianeta sanita’ salernitano tra tormenti giudiziari&tagli del Governo.Questi ultimi prevedono, se tutto va male, 208 prestazioni a rischio ‘inappropriatezza’ al vaglio del Consiglio superiore della Sanità. Si tratta di risonanze magnetiche, tac, esami genetici, test allergici. Aumentate rispetto ad una prima ipotesi, le prestazioni elencate, solo in alcuni casi saranno a carico del servizio sanitario altrimenti, i cittadini dovranno pagare di tasca propria. Per adesso resta il rischio che presto potrebbe diventare realtà.
I tormenti giudiziari, democraticamente, coinvolgono l’Asl Salerno e l’Azienda ospedaliera universitaria ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ con qualche presidio annesso.
L’azienda di via Nizza.
L’inchiesta più nota e’ sicuramente quella dello straordinario rosicchiato, anno dopo anno, da quattro funzionari amministrativi.
Con un meccanismo di alterazione dei dati del sistema informatico, finirono sotto accusa Giuseppe Di Domenico, Vincenzo Grimaldi e Vincenzo Marrazzo, tutti in servizio all’ospedale di Nocera Inferiore, e Giovanni Ferraioli, impiegato nel presidio paganese. Uno di questi signori, tutti sospesi e oggi reintegrati al lavoro, per arrotondare, ulteriormente, vendeva costosi Rolex ai colleghi. Che per comprarlo usavano lo straordinario non dovuto.
In corso i controlli sulla presenza in corsia e sull’uso dello straordinario: questo ha portato l’invio, da parte della corte dei conti, della richiesta di sequestro in via cautelativa persino di una casa di una anestesista. E proprio questi professionisti (di Nocera Inferiore), gli anestesisti, ad opera della commissione interna dell’Asl Salerno, invece, avrebbero percepito extra ‘dubbio’. In corso la presentazione dei giustificativi da parte dei medici. Ancora. La corte dei conti ha poche settimane fa ‘invitato a dedurre’ due ingegneri dell’Asl e altrettanti ex manager per lavori dubbi su una maxi pedana in ferro.
Il Ruggi.
Per gli ordini di servizio sono soltanto in reperibilità, ma secondo una denuncia andavano in ospedale (o incaricano qualcuno), timbravano il cartellino e risultavano così presenti, guadagnando il doppio di quanto gli sarebbe spettato se anche sulla carta fossero rimasti a casa, ad aspettare una ipotetica chiamata di emergenza. È l’altra faccia dell’inchiesta sull’assenteismo al “Ruggi”, quella che punta i riflettori anche sul personale medico e sull’erogazione degli straordinari, e che era rimasta occulta nella richiesta di misure cautelari per i dodici (infermieri, caposala e tecnici) accusati di assenteismo. Una faccia che alla Guardia di Finanza viene mostrata dallo stesso dipendente ospedaliero che nel giugno dello scorso anno ha fatto partire con il suo esposto l’inchiesta sui furbi del marcatempo.

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