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Ruggi, mansioni e qualifiche non rispondenti: ecco gli ‘imboscati’

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Snidare gli imboscati e individuare quanti ricoprono mansioni non corrispondenti al proprio profilo professionale.
E’ la mission sulla quale stanno lavorando, nel massimo riserbo, i Commissari straordinari dell’Azienda ospedaliera universitaria ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ di Salerno dopo aver preso visione, non senza sussultare, del Report relativo all’attuale organico dei presìdi nosocomiali annessi.
Una scorta veloce per capire che qualcosa non va, per usare un eufemismo, se troviamo un fotografo esperto seduto dietro la scrivania dell’Ufficio formazione. Tale trasferimento fu eseguito l’anno scorso quando l’allora direttore generale, Vincenzo Viggiani, firmò la delibera con la quale riorganizzava gli Uffici. Sfugge, e sfuggì all’epoca, la logica seguita spostando un fotografo con esperienza decennale in un reparto lontano anni luce dalla sua qualifica.
Ma siamo solo all’inizio. Si parla e si polemizza tanto della mancanza di personale, specie di infermieri e Oss (operatori socio sanitari). Ed è sicuramente un fatto, evidente. Lascia però perplessi, alquanto, ritrovare un numero deciso di infermieri che svolgono mansioni di segretari e impiegati; avranno presentato e ottenuto sicuramente tale trasferimento per cause importanti. Spesso per motivi di salute non possono più stare in corsia o, ancor più rischioso, in sala operatoria. E i certificati lo attesteranno. Non risulta, però, sui fogli ufficiali della dotazione organica dell’Azienda ‘Ruggi’ il cambio mansioni con il cambio qualifica. Che significa 200 euro in più al mese per indennità.
Distrazioni alle quali i Commissari (Nicola Cantone, Vincenzo Raiola e Oreste Florenzano) pare vogliano mettere fine.
Alcuni esempi. Nella portineria del ‘Ruggi’ risulta un addetto ai servizi di ristorazione. Un dipendente ‘riciclato’ dalla vecchia mansione, è comprensibile, ma, come dicevamo, con una qualifica che resta quella originale. Nell’Ufficio Tickey/Cup dell’ospedale di via San Leonardo troviamo due infermieri e un magazziniere; all’Accoglienza un infermiere. Nell’ufficio ‘Costi comuni del presidio di Cava de’ Tirreni’, invece, c’è l’addetto alla lavanderia; nella direzione amministrativa del ‘Da Procida’ sulle carte ufficiali della dotazione organica finita sulla scrivania della triade commissariale risulta esserci un cuoco.
Un assistente sociale risulta nella direzione medica del ‘Fucito’ di Mercato San Severino insieme a un nutrito numero di infermieri.
Ora, tutti questi infermieri e Oss “riciclati” o “imboscati” se tornassero a fare quello chiamati a fare, e assunti per tale motivo, la sanità salernitana non brillerebbe all’improvviso per efficacia ed efficienza ma di fatto porterebbero a casa lo stipendio rispondente alla qualifica. E al lavoro reale.

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