Asl. Il mistero degli straordinari (forse) autorizzati: braccio di ferro tra Direzioni

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Straordinario si’,straordinario no. L’Asl Salerno “…ritiene possibile autorizzare il superamento delle 250 ore” non specificando chi, come, quando saranno pagate, aprendo un braccio di ferro con la Direzione amministrativa dell’ospedale nocerino. Che, non solo prende le distanze dal documento firmato dal capo del Personale, ma chiede lumi su quanto presumibilmente autorizzato. Una questione che ha indotto Pasquale Addesso della Cgil a scrivere una lunga e dettagliata nota ai vertici di via Nizza per fugare tutti i dubbi.
Scrive: “A pochi giorni dal Suo insediamento ai vertici di questa Asl, la Cgil sottopone alla Sua attenzione la delicata problematica relativa alla grave crisi assistenziale che attanaglia gli ospedali di questa Azienda, dove, a causa della drammatica carenza di organico di operatori del comparto, specialmente degli infermieri, non si riesce più a garantire una seria assistenza, che tuteli gli operatori e salvaguardi la salute degli ammalati.
​Il problema, già di per sé serio, è reso ancor più drammatico in questo periodo estivo, quando a ciò si aggiunge l’obbligo di garantire le ferie al personale. A ciò si sono aggiunte, in ultimo, le prescrizioni in materia di rispetto dei limiti di orario di lavoro imposti della legge 161/2014.
​La situazione, ampiamente prevista, annunciata e denunciata già da mesi da questa Organizzazione Sindacale, è stata oggetto di varie riunioni tenutesi dalle Rappresentanze Sindacali del Comparto con il Commissario Giuseppe Longo, Suo predecessore. In tali occasioni si era preso atto delle difficoltà che erano insorte presso tutti i presidi ospedalieri, ed in particolare presso il DEA Nocera/Pagani, relativamente al superamento del limite contrattuale delle 250 ore da parte del personale infermieristico. Non solo, per la situazione emergenziale descritta in precedenza, per non interrompere un pubblico servizio e garantire le prestazioni assistenziali minime previste per legge, si sono superati anche i limiti imposti dalla legge 161/2014. Tali preoccupazioni erano state anche condivise dalla Direzione Amministrativa del DEA Nocera/Pagani che aveva inoltrato ai vertici aziendali ben più di una nota, per attirare l’attenzione sull’argomento. Si attendeva che l’Azienda predisponesse un’apposita nota che autorizzasse in deroga la liquidazione delle ore di straordinario già effettuate e quelle che le direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri sarebbero state costrette ad autorizzare, per alcune unità operative in particolare e limitatamente al periodo estivo, stante le predette criticità.
​La richiesta delle Organizzazioni Sindacali non era tesa al misero tentativo di ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate –diritto, peraltro, anche questo sacrosanto rispetto a turni di lavoro in eccedenza richiesti dai direttori delle Unità Operative ed autorizzati dagli Ospedali– ma si poneva come obiettivo principale quello di risolvere per tempo le problematiche insorte, legate al rispetto dei vincoli contrattuali e di legge, che avrebbero seriamente compromesso la possibilità di poter erogare una adeguata assistenza nel periodo estivo, già di per sé delicato in condizioni normali.
​Negli ospedali, si ricorda, non si svolgono attività produttive di tipo industriale, che possono essere anche rimandate o interrotte, ma si ha l’obbligo di garantire con continuità servizi sanitari e livelli di assistenza previsti dalla legge.
​Per fornire un contributo responsabile e costruttivo alla soluzione del problema – o, comunque al miglioramento della situazione di crisi – la scrivente Organizzazione Sindacale già nel corso di precedenti riunioni, aveva provveduto ad acquisire la consistenza numerica e la dislocazione del personale infermieristico all’interno dell’Ospedale, e non solo, evidenziando che numerose unità operative potevano essere recuperate richiamando alle mansioni proprie della qualifica rivestita il personale sanitario di comparto adibito ad altre mansioni. Tale iniziativa avrebbe consentito, nel solo Dea Nocera/Pagani, di recuperare circa 40 unità infermieristiche.
Pertanto questo Sindacato aveva richiesto con forza che venissero adottati dall’Azienda gli opportuni provvedimenti per fare in modo che tutto il personale fosse addetto alle mansioni proprie rispetto al profilo di appartenenza, ivi compresi gli infermieri soggetti a limitazioni per motivi di salute e/o prescrizioni del Servizio di Medicina del Lavoro. Per tali dipendenti, nella grandissima parte dei casi, si tratta di limitazioni che riguardano esoneri dai turni notturni, il ché non impedisce di certo il loro inserimento nella attività assistenziali sanitarie attraverso una diversa turistica, anziché adibirli a mansioni amministrative o completamente diverse dalle loro competenze, oppure dislocati presso strutture come ex Direzioni Generali a svolgere mansioni non sanitarie. In un simile contesto, un simile provvedimento costituirebbe una soluzione rapida, economica e di rapida attuazione. Diversamente non ci si lamenti, poi, che non vi è personale a sufficienza!
Incidentalmente, va ricordato che a tali dipendenti si continua a garantire l’indennità infermieristica e forse per qualcuno anche il coordinamento, profilandosi, in tal modo, anche un consistente danno erariale.
​Ma su tale proposta, finora, nessuna risposta è pervenuta ad oggi a questo Sindacato.
​In merito alla liquidazione del lavoro straordinario eccedente i limiti contrattuali (CCNL) e di legge (L.161/2014), si apprende di una nota del direttore del personale nella quale lo stesso dichiarava di “…ritenere possibile l’autorizzazione in deroga… al superamento delle 250 ore per alcune unità di personale in servizio presso precise unità operative e limitatamente al periodo estivo…”.
A tale nota, giunge voce, la direzione amministrativa del DEA Nocera/Pagani ha chiesto non un parere, ma un’esplicita e specifica autorizzazione alla liquidazione delle ore eccedenti, frapponendo ostacoli di natura amministrativa, e richiamando le responsabilità personali nelle quali sarebbero incorsi quei dirigenti e/o funzionari che avessero dato esecuzione a provvedimenti in difformità della normativa corrente, in ordine al superamento dei limiti contrattuali delle 250 ore ed al rispetto di quelli previsti dalla su richiamata legge 161/2014.
​Peraltro, il limite contrattualmente previsto delle 250 ore vi è sempre stato, ed è stato sempre superato per le stesse premesse fatte innanzi. Ci si chiede, allora, perché deve essere assolutamente rispettato solo oggi, peraltro in piena emergenza estiva?
​Tale comportamento, come più volte segnalato dalla Direzione Amministrativa del Dea Nocera/Pagani, che forse più di tutti vive questo problema, compromette seriamente non solo la possibilità di fornire un sufficiente livello di assistenza ospedaliera, ma mina anche la serenità dell’ambiente e dei suoi operatori, creando un malumore, giustificato, del quale si intravedono le prime avvisaglie, e che possono degradare da un momento all’atro in una vibrante protesta.
​A meno che non vi sia un disegno teso a far chiudere l’ospedale di Nocera/Pagani, non si comprende perché codesti vertici continuino a trincerarsi dietro il paravento del rispetto della legge, pretendendo, poi, che i suoi dirigenti la violino per loro, autorizzando ciò che essi in assenza di disposizioni chiare e tassative 8e non pareri), non possono autorizzare.
​Il personale infermieristico, ed il personale tutto, continuerà a svolgere, con la dedizione e lo spirito di appartenenza di sempre, i propri compiti. Anche perché non si può fare altro, non potendosi esporre al pericolo di essere processati per interruzione di pubblico servizio, abbandono di incapace, ed accuse simili.
​E’ opportuno ricordare però che, se le prestazioni eccedenti ai limiti, imposte ed autorizzate dai dirigenti e dalle direzioni ospedaliere non saranno liquidate, si attiverà da subito uno stato di agitazione, e si provvederà ad incaricare i legali di questa Organizzazione Sindacale per l’ottenimento di quanto dovuto per le prestazioni rese, si ribadisce, su richiesta ed autorizzazioni della direzione ospedaliera tutta.
​Una tale evenienza, tra l’altro, si tramuterà in un danno che graverà pesantemente sull’Azienda, che sarà costretta, oltre al dovuto, a pagare le spese aggiuntive legate ai decreti ingiuntivi ed alle altre azioni legali, che deriveranno dalla corresponsione “forzata” di quanto spettante ai dipendenti.
​Alla luce di tutto quanto sopra esposto, Egregio Direttore Antonio Giordano,  Le chiediamo di intervenire sulla vicenda in maniera decisa e risolutiva.
​Mai come in questo caso le Sue dichiarazioni, appena nominato Direttore, sono appropriate: ‘Sono qui per fare sanità'”, conclude Addesso.

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