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Eboli. Scoppia il ‘caso’ Minervini: incarico illegittimo. Intanto l’ospedale è al collasso

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Una denuncia alla Corte dei Conti, numerose lettere ai Commissari straordinari che si sono succeduti nel corso dell’ultimo anno alla guida dell’Asl Salerno, missive urgenti in Regione.

Niente. Mai nessuno, al momento, ha ritenuto rispondere alle dettagliate lettere/esposti che alcuni sindacalisti hanno presentato accendendo i riflettori sul Direttore sanitario dell’ospedale di Eboli, Mario Minervini, reo di ricoprire un incarico in modo improprio. Ma andiamo per gradi.
Rolando Scotillo (foto in basso a sinistra) della Fisi si rivolge alla Corte dei Conti e denuncia l’ipotetico danno erariale prodotto da chi, l’ex commissario straordinario Antonio Postiglione, ha deliberato (primo provvedimento in assoluto che lo reintegrava nonostante avesse un parere negativo dell’Oiv; si era, si è in attesa di una nuova valutazione) il reintegro di Minervini a direttore sanitario. Incarico dal quale fu sollevato dall’ex Dg Antonio Squillante.
Uno stralcio dell’esposto di Scotillo: “…. la valutazione dei dirigenti, che è diretta alla verifica del livello di raggiungimento degli obiettivi assegnati e della professionalità espressa, è caratteristica essenziale e ordinaria del loro rapporto di lavoro. La valutazione – affidata al Nucleo di valutazione e al Collegio tecnico – è periodica (annuale, di fine incarico, al termine del primo quinquennio di servizio e ultra quinquennale). I risultati finali della valutazione annuale e al termine dell’incarico effettuata dai competenti organismi di verifica sono riportati nel fascicolo personale. Tutti i giudizi definitivi conseguiti dai dirigenti annualmente sono parte integrante degli elementi di valutazione per la conferma ed il conferimento degli incarichi. Nel caso di specie il dott Postiglione non poteva adottare tali atti di sospensione dell’efficacia di provvedimenti disciplinari in quanto la legge ha previsto procedure esatte e codificate di revoca, annullamento e decadenza nel mentre non è prevista alcuna “sospensione” o “procedure di sospensione” così come adottato dal dott. Postiglione nell’atto oggetto di questa denuncia.
…reintegrandolo del ruolo di direttore sanitario del P.O. di Eboli procurandogli un ingiusto vantaggio patrimoniale con il ripristino anche dell’indennità di dirigente e con danno erariale nei confronti dello Stato, tenuto conto che il dott. Minervini è stato considerato responsabile di gravi inadempienze che lo hanno portato alla revoca degli incarichi adesso ripristinati senza che le procedure disciplinari diventassero definitive”.
Ancora. Il sindacalista Biagio Tomasco (foto in basso a destra) della Uil ne chiede la revoca e invia dettagliate lettere al commissario straordinario, Giuseppe Longo, e scrive:
“….l’allora Commissario Straordinario dell’ ASL Salerno,avv. Antonino Postiglione, ebbe a riassegnare il dott. Mario Minervini alla direzione sanitaria del PO di Eboli. Tale disposizione derivava dalla convinzione dell’avv. Postiglione che il dispositivo emesso dal direttore generale dell’ASL Salerno. Dott. Antonio Squillante, fosse stato emesso troppo frettolosamente in quanto lo stesso dott. Mario Minervini avesse impugnato innanzi all’ O.I.V. la decisione adottata nei suoi confronti dal Collegio Tecnico. Sorvolando sul fatto che non rientri tra i compiti dell’O.I.V. essere organo di seconda istanza rispetto alle valutazioni del Collegio Tecnico (cfr. art. 3 del regolamento O.I.V.), si precisa che il dispositivo emesso dal Commissario Straordinario Postiglione prevedeva la riassegnazione alla direzione sanitaria del presidio e non, per come avvenuto, il reintegro ex ante nel ruolo di direttore sanitario del presidio.Da allora, senza soluzione di continuità, il dott. Mario Minervini si è firmato quale direttore sanitario di presidio, producendo atti ufficiali e disposizioni ad alto impatto su quella che è stata l’attività del nosocomio ebolitano durante tale periodo. Anche volendo sposare, seppur in maniera molto aleatoria, la tesi del commissario. Postiglione, rimane la fattispecie per cui gli atti prodotti dal Minervini potrebbero risultare carenti dal punto di vista formale e causare, nel medio lungo periodo, un danno erariale per le casse dell’azienda di non facile spiegazione, stante quanto sopra esposto.Pertanto. Si chiede l’immediata rimozione del dott. Mario Minervini dall’incarico impropriamente attribuito di Direttore Sanitario del PO di Eboli, ricollocandolo, come prescritto nella nota 9309/CS dell’ 11 agosto 2015, ovvero alla direzione sanitaria del presidio, avendo cura di nominare un nuovo direttore sanitario per assicurare la continuità amministrativa ed assistenziale del presidio stesso”.

Insomma, il reintegro per i sindacalisti non solo è illegittimo ma si profilerebbe persino un danno erariale. Minervini, dal canto suo, si difenderà qualora lo ritenesse opportuno.
Intanto, l’ospedale di Eboli è in ginocchio. Mancano infermieri, gli ambulatori rischiano la chiusura estiva, le Unità sono al collasso.

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