Poliambulatorio, esproprio illegittimo e maxi risarcimento: Asl e Comune condannati. Si va in Cassazione

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Procedura ablatoria per la realizzazione di un poliambulatorio a Salerno: l’Asl Salerno, condannata in tutte e sedi insieme al Comune capoluogo,  presenta ricorso dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione avverso l’ordinanza della Corte di Appello di Salerno.

Continua la battaglia legale ingaggiata dagli eredi dei proprietari degli immobili, siti a Pastena (espropriati dal Comune con procedura ablatoria per realizzare un poliambulatorio e una residenza sanitaria ), che riportano vittorie in tutte le sedi giudiziarie. A partire dal Tar che ha annullato tutti gli atti del Comune riconoscendo  la “illegittima occupazione”. Non sono mancate le richieste milionarie di risarcimento per danni morali e materiali e, ovviamente, la  restituzione dei suoli.

Ripercorriamo le tappe. Sentenza del Tar, confermata dal Consiglio di Stato, condanna l’Asl Salerno alla restituzione del bene oggetto di illegittima occupazione. Sempre con la suddetta decisione, il tribunale  ha intimato all’Azienda di valutare, entro giorni 90 dalla notifica della sentenza, se acquisire l’area o restituire i beni.

Il Consiglio di Stato nel confermare la sentenza del Tar Salerno, inoltre, ha puntualizzato la sussistenza di una responsabilità solidale del Comune di Salerno e del Asl Salerno per il risarcimento del danno, attribuendo all’Azienda sanitaria la legittimazione all’adozione del provvedimento in relazione all’immobile destinato a Poliambulatorio.

Asl/Comune. Tra i vari ricorsi, l’Asl ha chiesto chiarimenti sotto diversi profili ai fini della determinazione da assumersi ed, in particolare, in ordine alla richiesta di restituzione delle aree da parte dei proprietari ed alla quantificazione dell’importo che, in tale caso, essi dovrebbero restituire; sono stati ulteriormente chiesti i criteri di ripartizione della responsabilità tra l’Asl Salerno e il Comune di Salerno sia nell’ipotesi di restituzione delle aree che in quella alternativa di acquisizione delle stesse, nonché relativamente alla restituzione o acquisizione di aree detenute dal Comune di Salerno e la determinazione dei criteri di quantizzazione degli interessi moratori in ipotesi di restituzione delle aree.

Asl/Proprietari. La stessa Azienda ha inviato ai proprietari dell’immobile una valutazione: “..che l’interesse pubblico prevalente fosse quello di acquisire l’intero compendio immobiliare, considerato che diversamente la zona orientale della città di Salerno, ad alta densità abitativa, sarebbe stata privata di una struttura sanitaria di essenziale importanza e che tale prevalenza sussistesse anche sotto il profilo economico, in considerazione del fatto che l’Asl Salerno, per quanto sopra, sarebbe costretta a locare una struttura privata con una spesa che, nel tempo, come da perizia tecnica, sarebbe stata rilevante”.

La delibera del DG. Il  Direttore Generale (n. 618 del 3/7/2015) disponeva.

  • di acquisire non retroattivamente al patrimonio indisponibile dell’Asl Salerno l’intero compendio formato dal Poliambulatorio dell’Asl Salerno e dall’area utilizzata dal Comune di Salerno per la realizzazione del Viale pedonale sui terreni di proprietà
  • di individuare nella mancata comunicazione di avvio del procedimento della procedura espropriativa, operata in violazione del disposto dell’art 7 della L. n. 241/90, da parte del Comune di Salerno titolare della procedura stessa con relativa responsabilità solidale dell’ASL Salerno;
  • -di corrispondere ai signori… in solido, la somma di €           1.619.066,00(unmilioneseicentodiciannovemilasessantasei/OO) quale valore venale del bene;
  • di corrispondere in solido la  somma di centosessantunomilanovecentosei/60 quale indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale, forfettariamente liquidato nella misura del 10% determinata in relazione al suddetto valore venale;
  • di corrispondere ai signori…in solido la somma di                                                   settecentoventicinquemilanovecentodue a titolo di risarcimento, pari all’applicazione del saggio di interesse del 5% (cinque%) annuo sul valore venale dell’intero bene, per tutto il periodo di occupazione illegittima fino alla data di acquisizione della proprietà da parte dell’ASL Salerno, corrispondente al 50% a carico dell’ASL Salerno dell’intera somma dovuta ai proprietari a tale titolo, dovendo provvedere al pagamento dell’ulteriore 50% il Comune di Salerno.

Ricorso contro la delibera

  • Con ricorso innanzi al Tar Campania di Salerno, i signori hanno proposto opposizione previa adozione delle misure cautelari – avverso gli atti suddetti con i quali l’ASL ha quantificato il risarcimento dovuto;
  • il Tar ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso;
  •  l’Asl Salerno ha disposto il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti di Salerno dell’importo complessivo di € 2.506.874,60 a titolo di deposito definitivo per l’acquisizione non retroattiva al patrimonio indisponibile dell’ASL Salerno
  • che, con ricorso ex art. 702 bis c.p.c. proposto innanzi alla Corte di Appello di Salerno, i signori…. hanno proposto opposizione alla stima operata dall’Asl Salerno  chiedendo la complessiva somma di €681.725,00;
  • che con ordinanza provvisoriamente esecutiva la Corte di Appello ha riconosciuto ai ricorrenti la complessiva somma di € 13.902.996,46, così ripartita:
  • € 2.128.750,00 corrispondente al valore dei suoli;
  • €069.800,00 quale valore dell’edificio;
  • € 1.948.800,00 quale valore del viale di collegamento;
  • € 1.640.911,46 per il periodo di occupazione illegittima, pari al 5% annuo sul valore venale dei suoli; 50%
  • € 1.114.735,00 per il pregiudizio non patrimoniale patito;

L’ Asl presenta ricorso avverso la suddetta ordinanza innanzi alla Suprema Corte di Cassazione.

 

 

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